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Le distorsioni cognitive

Le “Distorsioni cognitive” sono schemi ed errori di pensiero irrazionali e negativi che influenzino le nostre emozioni e il nostro comportamento e possono causare sofferenza emotiva.

Le distorsioni cognitive sono modalità disfunzionali di interpretare le esperienze.  Sono errori sistematici nel modo di pensare che portano a valutazioni e giudizi distorti della realtà e spesso hanno origine nell’infanzia.

Ecco alcuni esempi di distorsioni cognitive:

Minimizzazione del positivo: sminuire i successi e le qualità positive.

Lettura del pensiero: supporre di sapere cosa pensano gli altri senza prove concrete.

Pensiero dicotomico: vedere le cose in termini di “tutto o niente”, senza sfumature.

Generalizzazione eccessiva: trarre conclusioni generali da un singolo evento negativo.

Catastrofizzazione: immaginare sempre il peggio.

Come possiamo contrastare le distorsioni cognitive:  cercare di diventare consapevoli dei propri schemi di pensiero negativi.  Valutare se i pensieri sono basati su prove concrete.   Trovare interpretazioni alternative e più positive delle situazioni.  Prestare attenzione al momento presente senza giudizio e la mindfullness può esserti di grande aiuto!

Esistono poi diversi argomenti strettamente correlati alle distorsioni cognitive, che esplorano le complessità del pensiero umano e i suoi potenziali errori. Ecco alcuni dei principali:

Bias cognitivi:  sono simili alle distorsioni cognitive, ma tendono ad essere più ampi e a includere anche errori di giudizio e di decisione. Sono “scorciatoie” mentali che il nostro cervello utilizza per semplificare l’elaborazione delle informazioni, ma che possono portare a errori sistematici.  Esempi comuni includono il bias di conferma (la tendenza a cercare informazioni che confermano le nostre credenze preesistenti) e il bias di disponibilità (la tendenza a sovrastimare la probabilità di eventi che sono facilmente disponibili nella nostra memoria).

Euristiche: sono strategie mentali rapide e intuitive che utilizziamo per prendere decisioni e risolvere problemi. Sebbene possano essere utili in molte situazioni, possono anche portare a errori se utilizzate in modo inappropriato. Le euristiche e i bias cognitivi sono collegati, in quanto i bias possono derivare dall’uso eccessivo o improprio delle euristiche.

Pensiero critico:  è la capacità di analizzare e valutare le informazioni in modo obiettivo e razionale. Implica la capacità di riconoscere e superare le distorsioni cognitive e i bias cognitivi. Sviluppare il pensiero critico è essenziale per prendere decisioni informate e per evitare di cadere vittima di manipolazione e disinformazione.

Psicologia cognitiva: è lo studio scientifico dei processi mentali, come la percezione, l’attenzione, la memoria e il pensiero.

Le distorsioni cognitive sono un’area di interesse importante per la psicologia cognitiva, in quanto forniscono informazioni preziose su come funziona il nostro cervello e questa branchia fornisce la base scientifica per comprendere come e perché si verificano le distorsioni cognitive. Questi argomenti sono tutti interconnessi e contribuiscono a una comprensione più approfondita di come pensiamo, prendiamo decisioni e interpretiamo il mondo che ci circonda. Ti segnalo inoltre alcuni libri che approfondiscono il tema delle distorsioni cognitive e argomenti correlati, adatti sia a chi si avvicina per la prima volta a questi concetti, sia a chi desidera approfondire:

Per una panoramica introduttiva:  “Fili nascosti della ragione: Come le distorsioni cognitive guidano la nostra vita” di Franz Winter:  questo libro offre un viaggio alla scoperta del paesaggio della mente umana, esplorando come le distorsioni cognitive influenzano la nostra vita quotidiana. Fornisce spiegazioni chiare e esempi pratici per riconoscere e affrontare i propri schemi di pensiero distorti.

“Pensieri lenti e veloci” di Daniel Kahneman: un classico della psicologia cognitiva, esplora i due sistemi di pensiero che influenzano le nostre decisioni: uno veloce e intuitivo, l’altro lento e razionale.  Aiuta a

“L’arte di pensare chiaramente” di Rolf Dobelli: un libro che elenca e spiega 99 bias cognitivi comuni, fornendo esempi pratici e consigli su come evitarli. Un’opera utile per migliorare la propria capacità di prendere decisioni razionali.

MINDFULNESS

Nel mondo occidentale la definizione della parola Mindfulness maggiormente seguita è quella di Jon Kabat-Zinn: “la Mindfulness è la consapevolezza che deriva dal prestare attenzione in modo intenzionale all’esperienza, nel momento presente e in modo non giudicante”.  Secondo altri autori a questi si aggiungono altri elementi quali la curiosità, l’accettazione, il non giudizio le gentilezza e la pazienza, che completano la definizione.

Coltivando la consapevolezza del nostro stato psicofisico, delle sensazioni che incessantemente arrivano al nostro corpo, delle percezioni sensoriali, delle emozioni e dei pensieri, aumentiamo la conoscenza di noi stessi.

Lo scopo finale della pratica mindfulness è quello di generalizzare ed estendere la modalità di “porre attenzione” a tutte le situazioni e i contesti della vita quotidiana. Si potrà pertanto coltivare la consapevolezza quando si guarda, si parla, si ascolta, si pensa, si mangia o si lavora, nei momenti facili e in quelli difficili. La mindfulness è uno stato mentale, “una modalità dell’essere, non orientata a scopi, il cui focus è il permettere al presente di essere com’è e di permettere a noi di essere, semplicemente, in questo presente”.

  • Il primo processo della Mindfulness è quello di disattivare il pilota automatico creando lo spazio per vedere le cose così come sono realmente e mettere in atto una risposta consapevole che permette di affrontare al meglio ogni situazione.
  • Il secondo processo ha a che fare con il riportare l’attenzione al momento presente: la mente infatti vive quasi sempre nel passato o nel futuro, creando sofferenza, preoccupazioni e rimorsi. La vita però avviene nel momento presente, qui ed ora.
  • Il terzo processo riguarda infine il non giudizio e l’accettazione: se l’atteggiamento normale è quello di giudicare e di lottare per cambiare le cose a tutti i costi, la Mindfulness insegna a perdonare e a perdonarsi e a non lottare inutilmente contro ciò che non si può cambiare.

Cosa NON è la mindfulness? La mindfulness non è solo una tecnica di rilassamento. Durante le pratiche meditative siamo invitati a portare la consapevolezza su qualunque esperienza stiamo vivendo nel momento presente, con atteggiamento accogliente e curioso, anche quando l’esperienza è sgradevole.

Non è un modo di andare in trance, di fuggire dalla realtà, non è destinata a persone straordinarie o ai santi, ma tutti la possono praticare nel proprio quotidiano. Non è una pratica religiosa nè un’attività intellettuale.

L’ideogramma cinese mindfulness è “nian” (念) che è la combinazione di due caratteri diversi con due significati. La parte superiore dell’ideogramma significa “adesso” mentre la parte inferiore significa “cuore” o “mente”. Secondo la cultura cinese quindi letteralmente indica l’atto di vivere il momento presente con il cuore. 

Se desideri iniziare a provare la mindfulness trovi delle meditazioni da seguire a questa pagina del sito clicca qui

Alcune letture per approfondire l’argomento: La scienza della meditazione (J.K.Zinn) – Metodo mindfulness (M.Williams, D.Penman)