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Terapia dell’accettazione e dell’impegno

Nel corso della nostra vita capita spesso di dover affrontare situazioni che non abbiamo desiderato, situazioni difficili che ci impongono dei cambiamenti importanti. Può capitarci di dover accogliere la fine di una relazione importante, la perdita o il cambio del lavoro, la diagnosi di una malattia. Ed anche se i cambiamenti possono essere meno importanti possiamo comunque trovare difficoltà nell’affrontarli.
Quando veniamo investiti da un cambiamento non voluto possiamo essere invasi da emozioni negative anche molto intense (rabbia, ansia e tristezza) e quando qualcosa irrimediabilmente cambia nella nostra vita, la nostra mente è chiamata a svolgere un compito complesso ovvero mettere in atto energie per ridimensionare, ricostruire nuove motivazioni e ottimizzare tempi e risorse a nostra disposizione per il raggiungimento dei nostri obiettivi.
L’importanza dell’accettazione come processo per garantire la salute mentale e fisica è da sempre riconosciuta in ambito psicologico e negli anni si sono sviluppati protocolli terapeutici che mettono l’accettazione al centro del percorso di analisi.
Tra questi approcci spicca l’Acceptance and Commitment Therapy ovvero la terapia dell’accettazione e dell’impegno, una psicoterapia di terza generazione secondo la quale la sofferenza psicologica è causata dalla nostra poca disponibilità ad accogliere ed accettare gli spiacevoli accadimenti della vita.


La terapia dell’accettazione invita a coltivare la flessibilità psicologica ossia la disponibilità ad accogliere ed accettare tutte le esperienze mentali; come dice Nicola Maffini, psicologo e psicoterapeuta ACT, “tante volte i problemi nascono quando cerchiamo di eliminare la sofferenza dalla nostra vita”. Questa caratteristica di difesa si può anche definire evitamento esperienziale ovvero tutte quelle strategie che si mettono in atto per non sentire la sofferenza (ad es. bere alcol, droghe, gioco d’azzardo, ma anche atteggiamenti quali l’aggressività, l’isolamento) che di fatto rischiano di rallentare o bloccare i processi naturali di adattamento che la nostra mente può mettere in campo.
L’accettazione è l’opposto dell’evitamento esperienziale, significa aprirsi all’esperienza di tutte le emozioni e i pensieri senza cercare di combatterli o mandarli via. Significa riconoscere quali sono le modalità automatiche che mettiamo in campo per “evitare di sentire” ed iniziare ad esplorare la direzione di crescita di una nel vita qui e ora. Uno dei modi per accettare pensieri e emozioni spiacevoli è dato dalla pratica della mindfulness di cui ti ho già ampiamente scritto….vai alla lettura MINDFULNESS

La tua crescita personale

Quando penso alla crescita personale immagino allo sviluppo di un individuo nella sua totalità, dal punto di vista psicologico, sociale e fisico. Spesso siamo sabotatori di noi stessi e non ci accorgiamo della nostra immobilità. Credo fermamente che la crescita personale debba essere intenzionale e personale, indirizzata alle nostre passioni e abilità, sarà quindi naturale e piacevole scoprire e migliorarsi. Inoltre un attributo fondamentale per il cambiamento è l’elasticità mentale con cui ti approcci all’esperienza, saper essere adattabile rilasciando gli schemi fissi di pensiero e le automatizzazioni inconsce.

Ricorda che la crescita non avviene per caso! Occorre la tua consapevolezza e determinazione, occorre essere consapevoli di quello che sta accadendo o è accaduto per imparare e consolidare l’esperienza, a trarne spunti di riflessione, a capire profondamente le sensazioni ed emozioni vissute e accettarle.

Condividi la tua crescita con gli altri, confrontati e sviluppa senso critico positivo, analizza e accetta tutti i contributi che ricevi dalle persone che ti circondano. Sii sempre amabile con il prossimo e il tuo successo salirà vertiginosamente senza invidia o pregiudizi.

Importante è saper cambiare le tue azioni quotidiane. Modifica qualcosa della tua routine e abituati a nuovi pensieri, gesti, nuove procedure e piccole attività personali che possono apportare nuova energia ai tuoi progressi. Non avere paura di cambiare, è più probabile il rischio di stagnare dove sei che provare e ottenere qualcosa di migliore!

Se credi di voler approfondire questo argomento ampio e motivazionale ti suggerisco questo libro: “Il gioco interiore del tennis” di T.W.Gallway

INTELLIGENZA EMOTIVA

Lo psicologo e giornalista scientifico Daniel Goleman nel 1995 pubblicò il libro dal titolo  “Intelligenza emotiva” diventato bestseller molto rapidamente.

Secondo lo studioso l’intelligenza è composta da svariati fattori e il quoziente intellettivo (QI) ne è solo che una parte. Infatti “Quando è il momento che decisioni e azioni prendano forma, i sentimenti contano almeno quanto il pensiero razionale e spesso anche di più […] quando le emozioni prendono il sopravvento, l’intelligenza può non essere di alcun aiuto.” Goleman introduce, grazie a questo studio, cinque componenti che vanno a costituire la cosiddetta intelligenza emozionale: 1) la consapevolezza di sé 2) la capacità di gestire le emozioni 3) la motivazione 4) l’empatia 5) le abilità sociali.

Ecco quindi che nasce la necessità di armonizzare il pensiero logico con i sentimenti divenendo consapevoli e riconoscendo il momento presente. Ciò che sto vivendo è rabbia? è paura? è gioia?… conoscere e saper esprimere i propri sentimenti con libertà e chiarezza, riconoscendo le proprie caratteristiche di forza e di debolezza, senza giudizio. Molto spesso le persone che vengono reputate “intelligenti” nel senso tradizionale del termine non sono necessariamente quelle che hanno successo nella vita professionale e nelle relazioni con gli altri. Nel libro si afferma chenella realtà quotidiana nessuna intelligenza è più importante di quella interpersonale e allora come si può migliorare questo fattore relazionale? Vediamone insieme i punti:

  • Migliorare la propria consapevolezza significa domandarsi cosa ha mosso il mio agire e come posso modificarlo e migliorarlo? Rivivere la giornata osservandosi dall’esterno per capire le proprie reazioni e modi di stare in relazione. Inoltre porsi degli obiettivi mantenendo l’attenzione alle emozioni in corso. Leggi di più nel mio articolo “Mindset, il cambiamento vincente”
  • Capacità di gestire le emozioni, ovvero allenarsi a riconoscere il proprio vissuto mettendo attenzione al qui e ora. La meditazione, tecniche di rilassamento ed esercizi di mindfulness sono modalità riconosciute per ridurre l’eccessiva emotività ripristinando tranquillità e pensiero libero.
  • La motivazione si può stimolare con la strategia dei piccoli obiettivi raggiungibili, facendo un passo alla volta nel loro aumento di difficoltà e impegno. Gioendo dei successi e accettando i fallimenti con spirito di reazione.
  • Empatia significa cercare di comprendere lo stato d’animo altrui, ponendo la propria attenzione all’altro accogliendolo e accettandolo senza giudizio.
  • Allenare le abilità sociali significa saper coltivare con amore ogni relazione, tenendo conto proprio grazie all’empatia, i diversi punti di vista delle persone durante le nostre relazioni quotidiane; significa reagire alle difficoltà e agli stimoli stressanti in modo positivo e costruttivo per il nostro vivere sociale.

Se ti interessa approfondire questi aspetti ti suggerisco di leggere il libro “Intelligenza emotiva” di Daniel Goleman (come già specificato)